Quando fare causa alla banca

QUANDO SI PUO' FARE CAUSA ALLA BANCA?

E' possibile fare causa alla Banca soprattutto per i casi di Anatocismo Bancario è cioè quella pratica bancaria in forza della quale gli interessi maturati sul saldo debitore, generalmente a cadenza trimestrale, vengono capitalizzati, ossia riportati "a Capitale" producendo

trimestre per trimestre sempre più interessi. In questo tipo di cause ricalcoliamo il saldo in base ai corretti criteri, fin dall’apertura del conto corrente, e chiediamo che la banca sia condannata a restituire la differenza tra il saldo che essa pretende e il saldo calcolato da noi.

Il saldo ricalcolato prenderà in considerazione, oltre che gli illegittimi interessi anatocistici, anche gli interessi ultra-legali passivi ed eventualmente superiori alle soglie usurarie ex L. n. 108/96, le commissioni di massimo scoperto, le valute e le spese di tenuta conto. Quando invece non ci sono fidi, o i fidi sono troppo modesti, o sono durati troppo poco, emergono differenze non abbastanza alte per cui convenga agire perché a conti fatti i margini sono veramente irrisori.

Anche su Mutui e Leasing si possono ravvedere delle irregolarità che possono portare il cliente a far causa alla propria Banca. Vediamo specificatamente alcuni casi:

  1. al computo degli interessi anatocistici sempre presenti nel sistema di ammortamento c.d. alla francese: rata costante comprendente una quota crescente di capitale e decrescente di interessi;
  2. all'indeterminatezza ed all'indeterminabilità del tasso di interesse applicato;
  3. al cumulo degli interessi di mora con gli interessi dovuti sulle somme concesse in mutuo;
  4. ai tassi di interesse usurai;
  5. alla continuazione della contabilizzazione delle rate a scadere dopo la decadenza del beneficio del termine.

Poi ci sono i contratti Derivati o SWAP, che sono stati fatti sottoscrivere dalla “clientela” con l’argomento allettante che costituivano una sorta di assicurazione o di copertura contro il rialzo dei tassi d’interesse, solo che il tempo ha dimostrato trattarsi di una pia illusione e si sono verificate molto spesso delle enormi perdite per le imprese e le attività commerciali che hanno sottoscritto tali contratti.

Chi si trovasse in una tal posizione, dovrà approntare un promemoria che spieghi l’evolversi degli eventi e della documentazione che, ad essa allegata, riguardi i rapporti intercorsi con la Banca, in una con quella relativa agli addebiti e accrediti intercorsi nel periodo in modo da avere la prova dell’entità dell’effettiva perdita subita a causa del derivato (cd. swap)

DIRITTO BANCARIO